Da Malga Mare al Rifugio Larcher-Cevedale

 

Buongiorno a tutti, oggi vi racconto di un’escursione in montagna che ho fatto quest’estate 2017. Come sempre dopo aver studiato il meteo e la cartina geografica, ho deciso di tornare al Rifugio Larcher ove ero stato moltissimi anni fa. Partito da Cles, paese in cui vivo, mi dirigo verso Cogolo in Val di Pejo, ove uno spettacolare paesaggio montano mi attende. Da li seguo le indicazioni verso Malga Mare. Arrivato al parcheggio, mi attrezzo per la salita in notturna, e devo dire che è uno spettacolo incredibile poter vivere la montagna di notte con il cielo stellato che in questo luogo è davvero meraviglioso. Lungo il sentiero, ben segnalato e visibile, si attraversano vari passaggi ove vi sono cascatelle di acqua fresca, limpida, bellissime da osservare e fotografare. Con l’amica Eleonora Gregori ci siamo soffermati per qualche minuto a riprendere fiato e sentire la musica dell’acqua che in notturna con il canto di qualche uccello notturno è davvero un qualcosa di impagabile.

 

Il sentiero verso il Rifugio Larcher è abbastanza impegnativo per la pendenza, ma con la dovuta calma nella salita vi si può godere di paesaggi davvero mozzafiato. Parliamo di paesaggio alpino d’alta quota, poca vegetazione ma si possono vedere le cime innevate dei ghiacciai Ortles Cevedale proprio vicine.

 

Arrivati in una località chiamata Pian Venezia, già si scorge il Rifugio, che bellissimo svetta su un promontorio circondato da vette imponenti. Io ed Eleonora ci fermiamo per qualche scatto interessante dato che le nubi formano un clima autunnale che a noi piace molto, e rende più suggestivo l’ambiente.

 

Mano a mano che salivamo verso il Rifugio il tempo sembrava volgere al meglio e quindi abbiamo deciso di fermarci in rifugio per fare una lauta colazione. Il rifugio Larcher è davvero bello, il suo interno è in legno chiaro e rispecchia in pieno l’abitat montano in cui è locato. Fatta colazione e dopo aver incontrato l’amico Michele Tolotti che era impegnano al lavoro presso il rifugio, io ed Eleonora ci dirigiamo verso il lago delle Marmotte, splendido laghetto alpino a 2700 mt slm, ed è proprio durante la salita che scorgiamo una piccola pozza d’acqua ove si rifletta la chiesetta , ed allora perchè non soffermarsi per qualche scatto? …

 

Fatta qualche fotografia, proseguiamo il cammino, e notiamo che stanno arrivando sul sentiero molti giovani che con tutta probabilità si dirigono come noi al lago delle Marmotte. Dall’alto sembrano formichine che spettacolo vedere i ghiacciai, il rifugio, e le persone in cammino, non potevo desiderare di meglio per questa escursione…

Procediamo ancora su verso la forcella ove poi da lì comincia la discesa al lago delle Marmotte a quota 2700 mt slm. Ecco poco sotto i nostri occhi un’altro specchio d’acqua, chissà che non possa offrire delle inquadrature interessanti, ed allora ci accingiamo a vedere questo piccolo specchio d’acqua.

Un vero spettacolo, molte volte i laghetti come questo sanno offrire spettacoli incredibili, io amo questo tipo di fotografia, naturale, ove poter rispecchiare le vette circostanti. Dopo una brevissima sosta su questa pozza d’acqua continuiamo il nostro percorso in prospettiva del lago delle Marmotte, ed ecco arrivati sulla cima che scorgiamo questo spettacolo…

 

Un lago alpino molto bello di piccole dimensioni, con un’acqua gelida, purissima, ove poter sostare e rilassarsi per qualche momento prima di proseguire il nostro viaggio verso la diga del Careser.

Ripartiamo, e con nostro piacere il sentiero comincia ad essere più lieve in termini di pendenza. Notiamo anche come sia bello questo paesaggio, ricco d’acqua, di verde e di montagne davvero imponenti che svettano accanto a noi.

Dopo circa due ore di cammino arriviamo dunque accanto ad una trincea davvero bellissima, dalla quale capisco che potrei ricavare uno scatto interessante e quindi ci soffermiamo a studiarne la composizione. Gentilmente Eleonora si presta per provare qualche scatto e valutarne l’efficacia..

Attendendo un gruppetto di persone fermo due persone, padre e figlia che a mio giudizio potevano davvero regalarmi lo scatto della giornata, dopo le presentazioni chiedo loro di posare per me, e sono ben lieti di farlo …

Ed ecco lo scatto. Amo questa immagine, ove padre e figlia insieme scrutano l’orizzonte, la cornice della trincea, il panorama esterno con il ghiacciaio Ortles-Cevedale, il padre che illustra i nomi delle vette che li circondano, non so perchè ma queste immagini mi catturano sempre …

Ringraziato della cortesia, con Eleonora proseguiamo il nostro cammino verso la diga del Careser, ma purtroppo il tempo sta per cambiare repentinamente e quindi abbiamo avuto giusto il tempo di uno scatto veloce e poi giù di fretta onde evitare il temporale che imminente ci circondava.

 

Bene siamo giunti al termine di questa piccola avventura passata in compagnia di Eleonora Gregori, ragazza che si è aggiunta al gruppo di fotografia da me diretto. E’ stato bellissimo poter tornare a visitare uno dei luoghi più belli presenti in Trentino, e non mancherò certamente di tornare quassù in periodo invernale con la neve, per fotografare un’altro tipo di paesaggio altrettanto suggestivo.

 

 

 

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